Quando Ksyusha era piccola, il suo padrino zio Volodja era un ospite frequente in casa loro. Il papà di Ksyusha e zio Volodja erano amici e lavoravano insieme.
Una volta zio Volodja è venuto quando il papà non era in casa e ha chiesto a Ksyusha che cosa sognasse. Ksyusha ha risposto che da grande voleva diventare una principessa.
Zio Volodja ha sorriso bonariamente e ha detto di conoscere un modo sicuro per diventare principessa e persino regina, ma per questo la bambina doveva mangiare i regalini dalla valigia. Ksyusha gli ha creduto, perché sapeva che gli adulti non mentono mai, e ha chiesto a zio Volodja di darle la leccornia. Il padrino ha spalancato con piacere la valigia e ha offerto a Ksyusha il regalino, proibendole severamente di raccontare a chiunque della valigia, perché sarebbe stato il loro piccolo segreto.
Passarono gli anni. Zio Volodja, ogni volta che veniva in visita, sgattaiolava di nascosto nella camera di Ksyusha e offriva alla figlioccia le leccornie della valigia.
Ksyusha è cresciuta, ma principessa non lo è mai diventata, mentre senza i regalini della valigia ormai non riesce più a stare.
Zio Volodja soffriva di schizofrenia paranoide e credeva che i servizi segreti di tutto il mondo dessero la caccia ai suoi materiali biologici, perciò fin dalla più tenera età si era dato la regola di non lasciare le proprie secrezioni e feci da nessuna parte. Vladimir raccoglieva con cura in barattoli tutto ciò che usciva dal suo organismo e lo portava nella sua valigia. Perché i materiali biologici venissero distrutti, Volodja li mescolava nel cibo suo e dei suoi cari. 19.03.2025